Santorini, polemiche sulla estenuante estate degli asini-taxi

. Cronaca

Santorini, con i suoi tramonti mozzafiato, i villaggi imbiancanti appollaiati sulle rocce scure di origine lavica a strapiombo sul blu del mare e i pittoreschi vicoli di ciottoli, è forse l'isola più battuta dal turismo della Grecia. Ma da qualche anno l'estate nel tranquillo paradiso turistico dell'Egeo, si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia che vede come protagonisti gli attivisti dei movimenti animalisti, decisi a fermare gli abusi verso un'altra delle icone dell'isola: asinelli e muli al servizio dei turisti. L'organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) ha diffuso un video sul caso degli asinelli di Santorini e accusato le autorità di coprire trattamenti "crudeli" e di aver boicottato la campagna pubblicitaria con poster che raffigurano un asino esausto e lo slogan: "Turisti, non fateli soffrire. Non cavalcateli". La campagna animalista è ripresa con vigore dopo che un anno fa le autorità locali, a fronte delle critiche avevano deciso di vietare il trasporto di carichi pesanti sulla groppa degli animali, imponendo un limite di 100 chili. In realtà, nulla sarebbe cambiato soprattutto nel ricco affare delle cavalcate per i turisti, con le autorità che spesso chiudono un occhio sulle condizioni degli animali obbligati a lavorare anche in presenza di piaghe prodotte dallo strofinio dei finimenti. Di fronte alle reiterate violazioni, Peta non esclude l'avvio di un'azione giudiziaria per giungere al blocco. In passato asini e muli erano utilizzati soprattutto nelle attività agricole e come mezzi di trasporto per le scoscese stradine dell'isola delle Cicladi. Poi quando Santorini è entrata nella top list del turismo internazionale la richiesta di animali da soma si è indirizzata soprattutto nel trasporto delle migliaia di turisti che d'estate ogni giorno sbarcano dalle mega-navi da crociera. L'entrata in funzione alla fine del secolo scorso di una teleferica ha alleviato in parte il lavoro degli asini, che restano comunque un'alternativa particolarmente attraente per i turisti per effettuare la 'scalata' dal porto alla città capoluogo di Fira, al costo di 7 euro a persona. L'estate scorsa oltre 180 mila persone hanno firmato una petizione online per condannare quella che è stata definita una "tortura inutile e sciocca", inflitta ai circa 2 mila animali che lavorano sull'isola. Le decorazioni con perline colorate e tintinnanti campanelli non nascondono il duro trattamento a cui vengono sottoposti gli animali per molte ore al giorno e a temperature elevate. Secondo gli animalisti la sensibilizzazione dei turisti è la chiave per chiudere in modo definitivo la storia dello sfruttamento degli asini a Santorini. Di recente il sindaco, Nikos Zorzos, ha dichiarato che le autorità fanno rispettare la legge greca di protezione degli animali, ma deve fare i conti con la potente lobby dei conduttori, che intendono resistere con ogni mezzo ai tentativi di bloccare il lucroso business.
(foto di Cha già José)

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