Migranti, ancora strage nel Mediterraneo. Salvini "porti chiusi", Renzi "prima salviamoli"

. Cronaca

Nuove tragedie nel Mediterraneo, con l'affondamento di imbarcazioni e più di 120 migranti inghiottiti dal mare. Alcune decine le persone tratte in salvo dalle navi di Ong e riesplode forte la polemica politica, mentre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime: "Profondo dolore per la tragedia". Anche il premier, Giuseppe Conte, si è detto "scioccato dalla nuova strage. Siamo più convinti di prima e non avrò pace fino a quando questi trafficanti, uno a uno, non saranno assicurati alla Corte internazionale penale. Sono crimini contro l'umanità". Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una diretta Facebook, conferma la linea dura: "In Italia i porti erano, sono e rimarranno chiusi. Cuori aperti per chi scappa davvero dalla guerra, ma porti chiusi per Ong, trafficanti e tutti gli altri". Il vicepremier poi ha aggiunto: "Tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire. Ma il 'cattivo' sono io... La difesa dei confini è un sacro dovere, a maggior ragione per un ministro dell'Interno" e annuncia: "A marzo tornerò in un paese africano che stiamo aiutando", per mettere i "primi mattoni per lo sviluppo". Matteo Renzi ribalta l'impostazione: "Oltre 100 morti nel Mediterraneo. Altro che 'è finita la pacchia'. Vanno aperti i porti, ma soprattutto vanno aperti gli occhi. Noi siamo l'Italia: se c'è gente in mare prima la salviamo e poi si discute". Chiusura netta da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia: morti "davanti alla Libia, una preghiera per loro", però "solo il blocco navale impedisce le partenze ed evita le stragi in mare. Basta buonismo criminale sulle spalle dei disperati. Basta tentennamenti, blocco navale subito".

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