Vaticano, il cardinale Kasper: "I nemici del Papa puntano a nuovo conclave"

. Cronaca

L'offensiva anti-Papa Francesco - iniziata apertamente con la lettera dell'agosto scorso dell'ex nunzio a Washington, Carlo Maria Viganò, che ne chiedeva le dimissioni - viene denunciata dal cardinale tedesco Walter Kasper, che parla della volontà di alcuni ambienti cattolici di giungere alla convocazione di un nuovo conclave. "Ci sono persone - ha detto Kasper in una intervista all'emittente tedesca ARD - che semplicemente non amano questo pontificato. Vogliono che finisca il prima possibile per avere quindi, per così dire, un nuovo conclave. Vogliono anche che vada a loro favore", con "un risultato che si adatti alle loro idee". Il presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani ritiene che gli ambienti contrari a Francesco intendano approfittare delle vicende legate alle coperture vaticane degli abusi sessuali del clero per silurare l'attuale pontefice. Kasper, 85 anni, di Heidenheim an der Brenz città del Baden-Württemberg che diede i natali anche al feldmaresciallo della Wehrmacht, Erwin Rommel, è un raffinato teologo ed è considerato uno dei cardinali più vicini a Bergoglio e un suo grande elettore nel conclave del 2013. I tradizionalisti ostili al Papa gesuita si collegano alla contestazione di quattro cardinali seguite alla pubblicazione dell'esortazione apostolica "Amoris laetitia", in particolare sul tema della comunione a divorziati risposati o conviventi. Secondo Kasper questa ostilità si è incanalata nell'uso strumentale dello scandalo pedofilia, con il tentativo di addossare la responsabilità degli insabbiamenti vaticani tutta sulle spalle di Papa Francesco. Con un gioco di parole Kasper fa riferimento a "un abuso di abusi" e porta alla luce una vera e propria strategia degli oppositori del Papa, che trasforma il tema abusi "in una discussione su Papa Francesco" e questo, sostiene l'alto prelato, "distoglie l'attenzione dal vero problema, ed è questa è la parte peggiore", anche perché rende più difficile concentrarsi su questioni decisive, come lo sviluppo di una migliore "prevenzione" quando si tratta di proteggere i minori dagli abusi.

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