Migranti, Salvini non è un "sequestratore di persona". Archiviazione per il caso Diciotti

. Cronaca

"Non sono un sequestratore di persona". Matteo Salvini esulta: "La Procura di Catania ha chiesto l'archiviazione per la vicenda (assurda) che mi vedeva indagato per aver fermato la nave Diciotti". Il ministro dell'Interno ha scelto di nuovo la diretta Facebook per aprire la busta inviatagli dai magistrati, come aveva già fatto con l'annuncio dell'avvio delle indagini per sequestro di persona: "Sarò assolto o indagato? - ha detto il capo della Lega rivolto ai suoi fan, che sul social hanno largamente superato i 3 milioni - Dai che la apriamo insieme!". Si trattava di notizie positive: "Alla faccia di centri a-sociali e gufi sinistri. Saranno abbacchiatissimi...". Insomma, un Salvini in grande spolvero, che poi non perde occasione per lanciare una frecciata al suo predecessore al Viminale, Marco Minniti, potenziale candidato segretario del Pd, e per annunciare la chiusura del centro di accoglienza di Como: "E' la conferma che passiamo dalle parole ai fatti. Meno sbarchi, meno business". L'inchiesta di Catania riguardava il ritardato sbarco nel porto della città etnea di un gruppo di migranti, soccorsi lo scorso agosto dalla nave della Guardia Costiera al largo di Lampedusa. Nel provvedimento, firmato dal procuratore Carmelo Zuccaro, si afferma che si trattò di una "scelta politica non sindacabile dal giudice penale, per la separazione dei poteri" e che fu dovuta alla necessità "di chiedere in sede europea la distribuzione dei migranti, in un caso in cui secondo la convenzione Sar sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro" di sbarco. Salvini si è chiesto: "Quanto si è speso per questa inchiesta? Quanti uomini sono stati impiegati? Sono innocente, potevo e dovevo bloccare gli immigrati". Il Tribunale di Palermo aveva già archiviato la parte di indagine di sua competenza, relativa alle prima fase del salvataggio. Per ironia della sorte la gran parte dei migranti sbarcati dalla Diciotti - che scesero a terra, dopo cinque estenuanti giorni di trattative e il tentativo di coinvolgere un'Unione europea quanto mai riluttante, soltanto grazie alla disponibilità di accoglienza da parte della Chiesa cattolica, dell'Irlanda e dell'Albania - si resero subito dopo irreperibili, abbandonando o non raggiungendo i centri di accoglienza a cui erano assegnati, prima di essere indirizzati alla destinazione prevista.

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Commenti  

0 # Giovanni ivaldi 2018-11-01 21:55
Tutti i soldi che sono stati spesi in situazioni come questa, devono restituirli i responsabili e poi devono cambiare lavoro!
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