Caso Orlandi, Villa Giorgina dell'ebreo-fascista e la possibile "guerra" in Vaticano

. Cronaca

E' nel verde, ora nel pieno centro di Roma, quando fu costruita nel 1920 era appena fuori dalle Porte. I colori pero' non sono ridenti, c'e' aria di antico e nonostante l'incontestabile bellezza architettonica, mette una tristezza melanconica. Tanto che Moravia ne trasse l'ispirazione per un suo romanzo "Gli indifferenti". E' villa Giorgina, attuale sede della Nunziatura apostolica, vale a dire la sede dell'ambasciata vaticana in Italia, dove sono state trovate le ossa di due giovani donne, che si sospetta siano di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori.  Il titolo del libro  di Moravia potrebbero essere significativo su  chi non ha voluto o potuto fare luce sul caso fino ad ora. Ma gli "Indifferenti" sono veramente in Vaticano? Se per caso si scoprisse che le ossa sono effettivamente delle due ragazze, la responsabilità', sarebbe da ricercare realmente entro le mura vaticane,  E probabilmente sarebbe l'esito di una guerra interna, con qualcuno che sa e la vuol fare pagare cara a qualcun altro. Sarebbe un colpo durissimo per la Chiesa e per l'attuale Papa. Anche perché tutti si pongono una semplice domanda, come mai dal rinvenenti di ossa durante dei lavori in antiche abitazioni, abbastanza frequenti, si sia subito pensato alle due ragazze? Almeno che il ritrovamento non sia stato in qualche modo guidato. A breve le risposte dalle analisi dei resti. Ma villa Giorgina ha una storia particolare, Costruita nel 1920 da Clemente Busiri Vici, famiglia di noti architetti, su ordine di un ricco ebreo, industriale tessile torinese, tale Isaia Levi. Che fu fascista dichiarato tanto che dopo le leggi razziali ottenne di farsi dichiarare dal governo "Non ebreo". Fu favorito dalla sorte ma pare che aiuto' anche molti ebrei a sfuggire dalle persecuzioni razziali con l'aiuto di Pio XII. Ebbe una sola figlia Giorgina alla quale dedico' la villa, che mori dil leucemia. Nel 49 si converti al cattolicesimo e dono' la villa lilla Chiesa. Che durante il papato di Giovanni XXIII fu destinata alla Nunziatura. 

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