Batosta con Portobello per la Clerici, dopo la "guerra dei fornelli". La "lobby delle nonne" in Tv

. Cronaca

Arriva la batosta all'esordio in tv per Antonella Clerici con Portobello, il famoso programma ideato da Enzo Tortora, con tanto di pappagallo. Subito criticato, e chissà perché, dagli animalisti. E' stata stracciata da Maria De Filippi che con Tu si que vales su Canale 5, ha raggiunto il 28,85% dello share. La Clerici si è fermata al 20,17%. Ad animare l'esordio con Portobello c'era stata la "guerra dei fornelli" con la Prova del cuoco, programma molto caro alla Clerici, dove si trovava perfettamente a suo agio. Poi ebbe anche a dire che avrebbe lasciato la tv, per poi però ritornare sui suoi passi. L'immagine televisiva sembra una droga. La burrosa conduttrice, che si sente la "fidanzata d'Italia" ha criticato la giovane compagna del Capo, l'unico che c'è ( piaccia oppure no in Italia, vale a dire Matteo Salvini),  per avere cambiato troppo  nel format della trasmissione. Rilievo anche veritiero, non tanto per i personaggi quanto per la sceneggiatura molto stretta e poco ariosa rispetto alla precedente, ma che cova un forte risentimento. Contro la magra e spigolosa Elisa Isoardi, che a dispetto, assaggia e mangia molto più della Clerici in trasmissione. Emerge in tv un dato che appare difficilmente contestabile. La tv, quella pubblica, come quella privata, vede il predominio della "lobby delle nonne". Le conduttrici più giovani sembrano tutte messe in un angolo ad aspettare, forse la giusta maturazione? Le signore della tv hanno tutte più di cinquant'anni, molte vicino ai sessanta ed altre anche pure di più. Potevano anche andarsene con la Fornero, a maggior ragione con la quota cento. Largo ai giovani o alle giovani? Guai a dirlo in tv. Qualche esempio, basta cambiare canale, da una parte la domenica trovi, la Venier, dall'altra Barbaro D'Urso. E se in soprassalto cambi ancora trovi l’Annunziata, che conduttrice non è, ma giornalista. Anche lì con molti andati o meglio mandati in pensione. Poi con i pallini fissi, la D'Urso che punta più sul frivolo e la Venier sul melodrammatico magari con qualche lacrimucccia.

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