Legge Bilancio, via il numero chiuso a Medicina

. Cronaca

Via il numero chiuso per la facoltà di Medicina. E' uno dei provvedimenti contenuti nel disegno di legge di Bilancio 2019 varato dal Consiglio dei ministri e che dovrà essere approvato dal Parlamento. Il punto 22 del testo del ddl è chiaro e specifica: "Abolizione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi". Il 2018 potrebbe quindi essere l'ultimo anno dei tanto temuti e molto spesso contestati test per l'accesso a Medicina e in un prossimo futuro gli studenti che vorranno diventare medici avranno la possibilità di iscriversi all'università senza dover sostenere la prova di ingresso. Quest'anno si sono presentati a sostenere i test poco meno di 60 mila giovani, per un totale soltanto di 9.779 posti disponibili. Con una nota successivamente la presidenza del Consiglio ha precisato: "Si tratta di un obiettivo politico di medio periodo, per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università  italiane (Crui)" e, con un "percorso graduale", si passerà attraverso l' "aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso". Per il ministro pentastellato della Salute, Giulia Grillo: "Sarebbe una rivoluzione, quindi bisogna approcciare il tema con grande responsabilità. Io non credo che i tempi siano brevissimi, ma c'è l'idea di superare il metodo attuale".Tra le motivazioni del provvedimento anche l'introduzione a livello pensionistico della cosiddetta "Quota 100", misura che riguarderà un numero particolarmente significativo di medici attualmente in servizio. Nella legge di Bilancio 2019 sono previsti altri interventi per la Sanità e, in particolare, misure per "ridurre drasticamente le liste d'attesa, con lo stanziamento di un fondo da 50 milioni per le Regioni e l'istituzione del Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale". In questo modo, secondo il governo, "si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d'attesa". Con la manovra verranno poi stanziati "284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni saranno attribuiti alle Regioni per le spese farmaceutiche".

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