Dossier anti-Francesco. Papa, "dinanzi a chi cerca scandalo, silenzio e preghiera"

. Cronaca

La voglia di "scandalo" e di "divisione", anche nella Chiesa, può essere contrastata solo con il silenzio e la preghiera. Papa Francesco, alla ripresa della celebrazione della Messa nella cappella della Casa Santa Marta, ha commentato il Vangelo con quello che è stato colto come un riferimento alle accuse rivoltegli dall'ex nunzio negli Usa, Carlo Maria Viganò, giunto a chiedere le dimissioni del Pontefice. Viganò, con il sostegno del sito ultraconservatore americano "Lifesitenews", ha redatto un dossier per smascherare quelle che ritiene le coperture offerte dalla lobby gay in Vaticano sullo scandalo degli abusi sessuali attribuiti all'ex arcivescovo di Washington, Theodor McCarrick. "Il Signore - ha detto il Papa - ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. La verità è mite, la verità è silenziosa. Con le persone che cercano soltanto lo scandalo, la divisione l'unica strada da percorrere è quella del silenzio e della preghiera". Per Papa Bergoglio la parola del Signore permette di "riflettere sul modo di agire nella vita quotidiana, quando ci sono dei malintesi" e di comprendere "come il padre della menzogna, l'accusatore, il diavolo, agisca per distruggere l'unità di una famiglia, di un popolo. Non è facile, quello che ha fatto Gesù; ma c'è la dignità del cristiano che è ancorata nella forza di Dio. Il Signore - ha concluso Papa Francesco - ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. E questo in tutta la vita: nel lavoro, a casa, nella società... Così saremo più imitatori di Gesù". Una prima replica ufficiale e puntuale agli attacchi di Viganò era arrivata, con una nota diffusa dal quotidiano Repubblica, da padre Federico Lombardi, già direttore della Sala stampa della Santa Sede dal 2006 al 2016, e dal suo assistente di lingua inglese, Thomas Rosica. In particolare, nel fare riferimento all'incontro tra Papa Bergoglio e Kim Davis, una attivista anti-matrimoni gay, avvenuto durante la visita di Francesco negli Stati Uniti nel 2015, i due religiosi sostengono che fu proprio il nunzio a proporre il colloquio, pur sapendo che avrebbe provocato ampio clamore e che il Vaticano lo approvò solo perché non fu debitamente informato sulle ripercussioni che avrebbe avuto.

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