Con Salini e Foa il governo giallo-verde sale in groppa al cavallo della Rai

. Cronaca

Fabrizio Salini nuovo ad, Marcello Foa nuovo presidente. Questo il ticket deciso dal governo giallo-verde per guidare la Rai. Il primo, ex-ad di La7, romano di 51 anni, ha ricoperto importanti incarichi nei media internazionali (Fox, Sky Italia ecc) ed è considerato vicino al capo politico dei Cinquestelle. Il secondo, 55 anni, milanese, doppia cittadinanza svizzera e italiana, ha lavorato a lungo al Giornale. Dal 2011 è direttore del quotidiano di Lugano Corriere del Ticino. Foa, apprezzato da Matteo Salvini, è molto attivo sui social dove non nasconde le sue posizioni critiche in materia di immigrazione. Le due nomine di spettanza governativa sono state confermate da un comunicato del ministro dell'economia Giovanni Tria giunto al termine di un vertice a quattro a palazzo Chigi con il premier Conte e i due vice-premier Salvini e Di Maio. La nomina dei due consiglieri di amministrazione Rai è stata subito bollata dal Pd come una "lottizzazione selvaggia" guidata da una "logica spartitoria", con forti critiche in particolare verso la nomina a presidente di Foa - ma sarà la commissione di Vigilanza Rai ad affidargli l'incarico con maggioranza di due terzi - cui si imputa di aver attaccato sui social anche il presidente Mattarella. Con le due nomine M5s e Lega salgono così in groppa al cavallo di viale Mazzini per guidarlo verso quella "rivoluzione culturale" (parole di Di Maio) con cui si intende fare piazza pulita di "raccomandati e parassiti". "Con Salini e Foa garantiamo il rilancio della principale industria culturale del Paese" ha commentato il presidente del Consiglio Conte. 

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