Più pistole per tutti? Figlio Di Bartolomei, Salvini sbaglia

. Cronaca

Agostino Di Bartolomei, classe 1955, capitano della Roma dello scudetto 1982-83, morto suicida con un colpo di pistola il 30 maggio 1994. Una storia che il figlio Luca considera esemplare e che lo induce a postare su Facebook la foto dell'arma, allo scopo di scongiurare la corsa all'acquisto di armi, sponsorizzata da alcuni esponenti dei partiti della maggioranza giallo-verde. "Questa è una Smith& Wesson 38 special - scrive il figlio dell'indimenticato calciatore giallorosso - uguale a quella che aveva Agostino. Quando la comprò negli anni 70 lo fece perché credeva che avrebbe così reso più sicura la sua famiglia. Al 41% degli italiani che oggi vorrebbe acquistare un'arma per sentirsi più protetto, vorrei raccontare di come più pistole in giro significheranno solo più morti, più suicidi, più incidenti. E alla obiezione che chi vuole suicidarsi lo fa comunque vorrei solo dire che, per andare oltre il burrone che pensiamo di avere davanti, basta un attimo. E in quell'attimo non avere accesso ad un'arma può fare la differenza. Pensate ai vostri figlie ed ai vostri nipoti. Una pistola non produce alcuna sicurezza. Credetemi". Ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ci sta e ribatte: "La legge sulla legittima difesa costa zero e sarebbe ben spesa se servisse a salvare anche una sola vita di un cittadino per bene", poi "se uno decide di suicidarsi e non ha una pistola, si butta dal quinto piano; non possiamo chiudere tutti i balconi d'Italia...". Parole che non convincono Di Bartolomei junior: "Al ministro Salvini, che ringrazio per l'empatia, vorrei dire con le parole più semplici, che qui il tema non è il suicidio di un uomo, ma la falsa sensazione di sicurezza che una maggiore diffusione di armi da fuoco porterebbe. Questa sicurezza fai da te non risponde alle paure profonde degli italiani e porterà solo più spargimenti di sangue, oltre che una delegittimazione del ruolo dello Stato come garante di tutti noi".

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