Allarme cannabis light, Consiglio superiore sanità "stop a vendita"

. Cronaca

Stop alla vendita in Italia della cosiddetta "cannabis light". L'ingiunzione è il Consiglio superiore di Sanità, il cui parere è stato stilato su richiesta del ministero della Salute. Secondo il Css "non può essere esclusa la pericolosità della 'cannabis light'", per cui "nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione", devono essere attivate misure "atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti". La marijuana legale, alla cui coltivazione aveva dato il via libera con una circolare del maggio scorso il ministero delle Politiche agricole, riguarda i "prodotti con livelli di Thc (principio attivo della cannabis) inferiori allo 0,2 per cento", oggi liberamente commercializzati nei ‘canapa shop‘ diffusi in tutto il paese. Per il Css il limite di Thc previsto dalla legge "non è trascurabile" e gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, in un quadro di consumo per altro "al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta". Prudente, al momento, il ministro della Salute, la pentastellata Giulia Grillo: "Seguo con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta cannabis light. Il precedente ministro della Salute il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere al Css sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e ministeri dell’Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti). Non appena riceverò tali indicazioni assumerò le decisioni necessarie, d’intesa con gli altri ministri”.

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