Una gang di rapinatori con lo spray scatenò il panico in piazza San Carlo

. Cronaca

Il panico che sconvolse il 3 giugno 2017 piazza San Carlo con la fuga incontrollata di migliaia di persone (un ragazza morta nella calca, Erika Pioletti, e più di 1500 feriti) sarebbe stato provocato da una gang di giovani rapinatori - cittadini italiani di origini maghrebine - che usavano lo spray urticante per aggredire le vittime e rubare catenine e orologi. La svolta nelle indagini su quel tragico fatto avvenuto mentre la folla assisteva sui maxi-schermi alla finale di Champions a Cardiff - persa poi dalla Juve - è stato annunciato oggi dal procuratore capo di Torino, Spataro, che ha dato notizia dell'arresto da parte della polizia di otto giovani tra i 18 e i 20 anni, sospettati di aver agito con un modus operandi ripetuto anche in altre occasioni come concerti e raduni di massa. Secondo quanto riferito il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro. La Stampa rivela che è stato Sohaib Bouimadaghen, 19 anni, origini marocchine ma nato a Ciriè, residente a Torino, a confessare tutto e a fare i nomi di alcuni sui compagni, i complici della banda. A suo carico c’erano già pagine e pagine di intercettazioni telefoniche. E lui, interrogato nella notte dopo il fermo di polizia, alla fine ha ammesso le sue responsabilità ed ha confessato. Su Facebook, il giorno dopo la tragica calca, aveva commentato: "Una ringhiera vi ha messo in ginocchio, avete calpestato bambini e donne con un petardo, ve ne accorgete solo quando vi tocca la pelle, c’è chi si alza senza la propria famiglia, sotto le macerie di una casa distrutta, senza acqua né cibo, contro le più grandi forze mondiali". "Quelli del 3 giugno - ha detto Spataro - erano e sono fatti rilevanti per tutta la città. Rendiamo onore al ricordo di Erika Pioletti. Siamo giunti dal nostro punto di vista a una conclusione. Ciò significa che le indagini si sono concluse in tempi brevissimi: poco più di otto mesi. I risultati, la cui bontà sarà valutata dai giudici, è frutto di un lavoro di squadra". Quanto all'altra indagine sui fatti di quella sera relativa alle responsabilità di chi doveva preoccuparsi della sicurezza e delle vie di fuga per una tale grande massa di persone, Spataro ha manifestato il suo "apprezzamento per l’ atteggiamento istituzionale del sindaco di Torino e altri indagati. Non é frequente trovare un rispetto di questo tipo. E va apprezzato chi sceglie di difendersi nel processo e non dal processo". 

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