Migranti, Msf sospende i salvataggi: "La Libia ci spara, troppo pericoloso"

. Cronaca

L'organizzazione non governativa 'Medici senza frontiere' (Msf) ha deciso di sospendere le sue operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo per le minacce - e gli spari, come sarebbe già avvenuto una decina di volte - della Guardia costiera libica. Continuare, hanno detto, sarebbe troppo pericoloso. Msf è una delle Ong che non hanno firmato il codice di condotta sui salvataggi nel Canale di Sicilia voluto dal ministro Minniti. La sospensione "temporanea" - ha precisato Msf che ha così bloccato nel porto di Catania la sua 'Vos Prudence' - fa seguito alla decisione della Libia di istituire una zona off limits per le navi delle Ong (fino a 180 chilometri dalla costa, il che va ben oltre le 12 miglia nautiche delle sue acque territoriali) e ai conseguenti "rischi relativi alla sicurezza" per i propri operatori. Un'equipe medica Msf continuerà comunque a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di 'Sos Mediterranee', un'altra Ong che però ha firmato il codice di condotta. L'annuncio della sospensione delle sue operazioni di salvataggio di migranti è stato accompagnato dai responsabili di Medecins sans Frontieres da nuove, forti critiche al codice di condotta voluto da Viminale: "I recenti sviluppi nel Mediterraneo mostrano che il codice di condotta è parte di un disegno più ampio che intende sigillare la costa libica e intrappolare migranti e rifugiati in Libia, gettando via la chiave. Queste azioni stanno chiaramente dimostrando la vera ambizione delle autorità italiane ed europee: limitare l'attività degli attori di ricerca e soccorso indipendenti e concentrare tutti gli sforzi nel riportare le persone in Libia. Per questi motivi Msf rimane ferma nella propria convinzione di non poter firmare il Codice" ha detto Loris De Filippi, presidente di Msf Italia, in un'intervista a Repubblica. 

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